L’OLISTICA DELL’AGRICOLTURA PER DIVERSITY ARK

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L’olistica dell’agricoltura. Per Diversity Ark è un approccio possibile. Chi è Diversity Ark? Il nome stesso è una dichiarazione di intenti: “Ark simboleggia un chiaro riferimento all’arca di Noè, il primo esempio positivo di salvaguardia di tutte la specie viventi, uomini e animali, e nel nostro caso anche di piante. Il marchio della certificazione, applicabile in etichetta, riprende proprio questa visione. Perché la vita continui a fare il proprio corso è necessaria la sopravvivenza di tutti, ogni organismo è indispensabile per l’equilibrio e la vita di tutti gli altri”, dicono gli agronomi Stefano Amadeo e Stefano Zaninotti.

In sostanza, Diversity Ark è l’unica certificazione in Italia che inserisce all’interno dei controlli in campo una sezione speciale per la presenza o meno di plastiche nel terreno, problematica che sempre più affligge l’agricoltura.

Il progetto, registrato presso Euipo e certificato a livello europeo dall’Ente CSQA, nasce dopo anni di studio e di collaborazione con varie aziende agricole ed associazioni di produttori. 

Nel contesto del Disciplinare Diversity Ark due appuntamenti su piattaforma zoom. Il primo: “Gli alberi come elemento di valorizzazione del territorio extraurbano con specifico riferimento all’albero monumentale”. Di questo ha parlato (il 18 gennaio) Giovanni Morelli, dottore Agronomo, fondatore dello Studio Progetto Verde, esperto di architettura degli alberi e morfofisiologia, censimenti tematici, campagne di valutazione di stabilità, riqualificazione e manutenzione del verde. Oggi invece sarà la volta di Marc Spalding, Senior Scientist per il The Nature Conservancy, Research Fellow onorario all’Università di Cambridge, divulgatore scientifico. Il tema sarà “Conservazione delle coste e degli oceani. Quali sono le minacce e come possiamo risolverle? Una panoramica sulle sfide e soluzioni”.

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